Il primo film del 2011 porta una brutta notizia: Clint Eastwood non riesce più a mordere. Hereafter, l’ultimo suo film, si rivela debole, scontato, banale e di un’ovvietà quasi irritante. I dialoghi sono degni di una telenovela venezuelana, le interpretazioni degli attori poco credibili e anche la regia è di quanto più piatto si sia visto in tutta la sua filmografia. Il film è un pout-pourri di tragedie, attentati e catastrofi naturali degli ultimi anni, il tutto condito da una storia d’amore e da un bambino che perde la propria famiglia. Se in Invictus già si potevano ravvisare dei segni di debolezza nella regia di Eastwood, per lo meno l’incredibile storia personale di Nelson Mandela e la forza del suo personaggio riuscivano a sopperire ad altre mancanze del film. Invece Hereafter pecca anche di un forte personaggio centrale in grado di tenere alta la tensione e di canalizzare l’attenzione dello spettatore. Parafrasando il Buono: i film si dividono in due categorie: i film consigliabili e quelli inconsigliabili … ebbene Hereafter appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria.
PF da Madrid
Sono andato a vederlo pronto a farmi trasportare dal vecchio Clint anche se non mi ispirava particolarmente. Speravo in un altro Changeling: un film che mi aveva stupito contro ogni aspettativa. E invece… storia banalissima assolutamente inverosimile, personaggi ridicoli, una storia d’amore assolutamente immotivata, noia mortale, musiche fuori luogo. Non so cosa pensare, ma ho diverse ipotesi. Ha messo la firma su un film senza presenziare alle riprese. Non ha letto il copione. Demenza senile. Anche lui ha bisogno di fare cassa. E’ entrato in qualche setta suicida. Ci sta prendendo tutti per il culo.
anche io ho un sito di revensioni,non bello come questo,sono solo una che va al cinema,spero con un cervello. la recensione che hai fatto è perfetta e anche il commento sotto: per me ci stanno prendendo tutti per il culo, non solo Clint Eastwood ma anche i critici che scrivono sui giornali che lo hanno osannato come un capolavoro. credo che una critica del genere si meriti il sospetto di essere stata comprata. è un film stupidissimo e ti ringrazio per aver trovato l’aggettivo più adatto: irritante. adatto alla demenza senile. io, che pure l’ho visto, non ho avuto il coraggio di recensirlo.
irritante e demenziale. la critika dei giornali lo ha osannato come un capolavoro e per questo merita il sospetto di essere stata comprata. io non ho avuto il coraggio di recensirlo, fa troppo demenza senile.