Il 20 gennaio 2010 Federico Fellini avrebbe compiuto 90 anni.
“Mi piace: le stazioni, Matisse, l’aeroporto, il risotto, le querce, Rossini, la rosa, i fratelli Marx, la tigre, aspettare gli appuntamenti sperando che l’altro non venga più (anche se è una donna bellissima), Totò, non esserci stato, Piero della Francesca, tutto quello che ha di bello una donna bella, Omero, Joan Blondell, settembre, il gelato di torroncino, le ciliege, il Brunello di Montalcino, le culone in bicicletta, il treno e il cestino in treno, Ariosto, il cocker e i cani in generale, l’odore di terra bagnata, il profumo del fieno, dell’alloro spezzato, il cipresso, il mare d’inverno, le persone che parlano poco, James Bond, l’One step, i locali vuoti, i ristoranti deserti, lo squallore, le chiese vuote, il silenzio, Ostia, Torvajanica, il suono delle campane, trovarmi la domenica pomeriggio da solo a Urbino, il basilico, Bologna, Venezia, tutta l’Italia, Chandler, le portinaie, Simenon, Dickens, Kafka, London, le castagne arrosto, la metropolitana, prendere l’autobus, i lettoni alti, Vienna (ma non ci sono mai stato), svegliarsi, addormentarsi, le cartolerie, le matite Faber n.2, l’avanspettacolo, la cioccolata amara, i segreti, l’alba, la notte, gli spiriti, Wimpy, Stanlio e Onlio, Turner, Leda Gloria, ma anche Greta Gonda mi piaceva tanto, le soubrette ma anche le ballerine”. Federico Fellini in Intervista sul Cinema di Giovanni Grazzini
Tanti auguri Maestro
qui a parigi avevano organizzato una grande e interessantissima mostra su Fellini, da ottobre a fine gennaio. sam stourdzé, l’organizzatore, ha fatto da solo un viaggio in giro per l’italia alla ricerca delle diverse “reliquie” del maestro e le ha organizzate e assemblate per questa esposizione appassionante e didattica (per i non addetti ai lavori), con filmati, riviste dell’epoca, foto dei set e non per spiegare quale fosse il contesto italiano in cui ha vissuto e creato Fellini. il tutto accompagnato da retrospettive con proiezioni in tutti i cinemini e cinemateche della città, conferenze con personaggi più o meno esperti e celebri (emozionante la “table ronde” con claudia cardinale, anouk aimée e magali noel -che si è messa a cantare il tema di amarcord- alla cinémathèque française, oppure la testimonianza di Dominique Delouche, suo assistente alla regia tra il ’55 e il ’60). insomma, il nostro “magicien du réel”, come lo definisce J. Gili, è stato debitamente festeggiato. e in italia?