
Il dottor Parnassus ( Christopher Plummer) può far vivere i sogni, i desideri e le ambizioni alla gente grazie ad uno specchio magico: l’Imaginarium. Il diavolo ( Tom Waits) sta per portargli via sua figlia Valentina ( Lily Cole), come compenso di un patto stipulato. L’unico modo per salvarla è chiedere aiuto al misterioso Tony ( Heath Ledger) e sfidare nuovamente il demonio. Questo è il prologo del nuovo film di Terry Gilliam, il dottor Parnassus della nostra dimensione, che continua a farci vedere mondi impensabili con il suo cinema. Gilliam, che in ogni sua produzione si è scontrato con innumerevoli catastrofi ( ricordiamo un Don Chisciotte incompiuto), questa volta ha dovuto affrontare perfino la morte arrivata, durante le riprese del film, a prendersi il talentuoso Heath Ledger. Poteva essere la fine del film e invece, la prematura scomparsa dell’attore, è stata uno stimolo per provare a rendere la pellicola eterna. Come? Pensate a Rodolfo Valentino, James Dean, Lady Diana, ci ricorda Gilliam: morti ma immortali. E infatti il personaggio di Heath Ledger colpisce troppo profondamente per non oltrepassare i confini delle due ore del film. Non tanto per l’interpretazione, buona ma non straordinaria come il suo Joker, bensì per un confronto proprio con la morte che attore e personaggio vivono in un legame indissolubile. Forse, Parnassus, visto fra dieci anni, sarà solo un buon film di un regista visionario ma oggi questo sussulto di visioni è un inno all’immaginazione e alla potenza del cinema che, come uno specchio magico, fa sognare e vivere in eterno. gm